Sabaudia - La nascita
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La Bonifica dell'Agro Pontino nella storia



La nascita della città di Sabaudia è stata preceduta nei secoli dalla strenua lotta dell'uomo contro un territorio che si presentava ostile ed inabitabile.

Sebbene la sua origine sia indissolubilmente legata all'opera di bonifica delle paludi dell'Agro Pontino operata agli inizi del XIX secolo, la storia del territorio nel quale sorge la città è ricca di innumerevoli tentativi falliti di risanamento, dai romani fino all'epoca papale, che vieppiù testimoniano la grandiosità della bonifica realizzata in epoca fascista.

L'espansione dell'impero romano determinò anche una minore necessità di coltivare i territori che circondavano Roma, in quanto le derrate alimentari venivano importate dalle province conquistate.
Fu così che nell'Agro Pontino le paludi andarono man mano estendendosi.

A nulla valsero nei secoli le varie azioni intraprese dai Romani nel tentativo di contrastare tale situazione.
  • Cornelio Cetego nel 162 a.C. risanò i territori lungo l'Appia tramite la realizzazione di una fossa parallela alla Via Appia denominata Decemnovio perchè, appunto, lunga 19 miglia romane da Forum Appi (Borgo Faiti) a Feronia (Le Mole vicino Terracina) nel 159 a.c. Questa fossa navigabile collegava il porto fluviale di Sermoneta con l'Appia. Il Senato Romano in segno di gratitudine gli donò un podere il località Maruti, come testimonia il rinvenimento di una lapide con la scritta ''Ager privatus P.Cornelii Cethegi''
  • Giulio Cesare progettò di trasformare in un grande porto il golfo di Terracina, bonificando le zone limitrofe mediante la deviazione del Tevere nell'agro Pontino, per risolvere il problema delle aree fabbricabili della capitale, tentativo che non ebbe concreta attuazione.
  • Nerone immaginò la costruzione di un grande canale che da Ostia, attraverso la terra pontina, giungesse a Baia per 160 miglia
  • Nerva, Traiano, Massenzio e Costantino a vario titolo si preoccuparono di garantire la viabilità dell'Appia, sempre più compromessa dell'espandersi della palude.
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Si ringraziano i siti www.sabaudia.info e www.circei.it
per la gentile concessione del materiale fotografico.







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