Zone Limitrofe - Il Promontorio del Circeo


Una comoda strada panoramica conduce dalle spalle di San Felice Circeo al Faro, percorrendo il lato più scosceso e pittoresco del promontorio.
Un ricordo assale il turista, il ricordo di Capri, la stessa configurazione della roccia, le stesse piante tenere di gioventù, le stesse tinte di mare e di cielo. Giù,sospesa quasi nel vuoto, Torre Fico domina sull'azzurro carico del mare.
Più avanti il mistero delle grotte,alle quali le onde donano i loro più magiciriflessi, dove l'orso preistorico e l'ippopotamo hanno lasciato le loro impronte e l'uomo primitivo ha vissuto, amato e pianto nel mare.
Due perlomeno le grotte da visitare dopo la Grotta di Neanderthal, naturalmente delle oltre venti che si aprono a pochi metri dalla riva del mare:la Grotta delle Capre che si arriva facilmente raggiungibile a piedi e la Grotta Azzurra accessibile dal mare.
Al di là del Faro la solitudine è quasi completa.
Siamo sotto il picco di Circe, la vetta che innalza verso il sole le rovine del tempio dedicato alla maga,raggiungibile attraverso un itinerario-trekking. Sugli scogli palme nane ovunque e schegge di alabastro bianco striato di azzurro ,di rosa e di verde. I Romani,così amanti degli oggetti ornamentali e di decorazioni sontuose, estraevano qui alabastro da una cava aperta. Comodo anche il percotso per raggiungere, a piedi o in macchina, l'Acropoli.
Appena tre chilometri la separano dal paese. Dopo una decina di minuti di scarpinata s'incontra la spianata del Peretto dove il Parco ha allestito una comoda area picnic. Da qui in poi la strada è accompagnata da barriere di piante di alto fusto.
Tre tornanti più avanti e si apre una suggestiva veduta che abbraccia la duna,i quttro laghi costieri e la città di Sabaudia. Una volta sull'Acropoli, che fu l'ultimo baluardo difensivo per gli abitanti dell'antica Circeii (è di età anteriore all'epoca romana),la vista è a 360 gradi.Sulla linea dell'orizzonte le isole pontine,verso sinistra un viottolo porta all'Acropoli, a destra la vetta del Semaforo e,più in alto,quella di Circe (541 metri). Sotto è il regno della macchia alta e della ginestra, con Torre Paola prima delle fortificazioni fatte costruire intorno promontorio per difenderlo dagli assalti dei pirati saraceni che segna il confine con Sabaudia. Il quadro è a tinte morbide. L'azzurro del mare, l'argento dei laghi, l'oro della duna e il verde del bosco compongono una musica suadente a cui manca solo il flauto del Faunetto del Vaticano...






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